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Pitti Taste

Teresa Favi

14 Febbraio 2020

Nuove date per Pitti Immagine Taste, alla Stazione Leopolda dal 5 al 7 giugno 2020

L'evento Food che tutta Italia sta aspettando. Ce lo racconta Agostino Poletto

E' stato spostato dal 5 al 7 giugno Taste: molto più di una manifestazione, un evento in cui Firenze si trasforma in capitale del gusto e mette in scena il meglio dell’enogastronomia con Taste, il salone dedicato ai prodotti e ai produttori locali, alle eccellenze di nicchia, alla crème de la crème del cibo italiano.

In quindici anni di vita Taste, organizzato da Pitti Immagine, è diventato un modello di riferimento, reso ancora più accattivante dagli appuntamenti Fuori di Taste - cene, degustazioni a tema, installazioni, spettacoli e performance creative - che coinvolgono luoghi, negozi e locali del centro storico.

Abbiamo incontrato Agostino Poletto, direttore generale di Pitti Immagine, per raccontare la manifestazione da un punto di vista privilegiato, in attesa dell’edizione 2020, dal 5 al 7 giugno alla Stazione Leopolda.

Agostino Poletto, Direttore Generale di Pitti Immagine

Taste ha fatto diventare Firenze una capitale del gusto?

Direi che ha contribuito a dare un gusto diverso, un’identità e una visione più ampie, più aperte, all’immagine artigianale della città e del suo territorio in fatto di enogastronomia. Merito anche delle conoscenze di Davide Paolini, della grande ricerca che fa da decenni nell’Italia delle mille prelibatezze: ogni città e ogni regione del nostro paese parla la propria lingua, e la ricchezza culturale di questa biodiversità è proprio ciò che il salone ha voluto promuovere e valorizzare economicamente su scala internazionale. Questo attraverso un format di manifestazione innovativo, con una forte cabina di regia e molta cura, così che la forza d’insieme dell’offerta espositiva, dei prodotti, della loro commercializzazione, di come si presentano, dei talks che li riguardano, rafforzi la proposta di ogni singolo espositore. Un’esperienza e una sensibilità che abbiamo preso dalle nostre manifestazioni di moda.
Artigiani del gusto, sono loro i protagonisti di Taste?

Molte sono aziende familiari plurigenerazionali - anche fiorentine, anche toscane - che grazie a Taste hanno fatto conoscere le loro specialità fuori dai confini in cui erano abituate a muoversi e le hanno portate in tutta Italia e all’estero. Poi ci sono le start-up di giovani appassionati che hanno scoperto che la loro passione per un determinato prodotto o una speciale tradizione stava sparendo ed era invece importante riaffermare, poteva essere un lavoro serio e di grande soddisfazione. Ho conosciuto anche casi di professionisti che prima lavoravano in altri settori - chi in pubblicità, chi nella moda, chi in uno studio di avvocati - e che, fulminati sulla via del gusto, hanno cambiato mestiere e vita. Con successo, visti i risultati che alcuni di loro hanno poi ottenuto.

Nonsoloalimentari una mostra a cura di Paola Navone, Taste n.3

Autenticità, diversità, identità: oggi il mondo del gusto è arrivato al punto dal quale Taste è partito. Come sarà l’enogastronomia del futuro?

Penso si vada verso una sempre maggiore consapevolezza delle qualità del prodotto da parte di chi lo consuma. Nel senso della sua completa tracciabilità, etica ed ecologica. O delle sue proprietà particolari per la salute. O ancora, del suo legame con uno specifico territorio o con la ricerca su quel territorio attorno a cui un grande chef ha costruito le sue proposte. Tutto questo però vuol dire anche che chi fa questi prodotti, dovrà essere sempre più bravo a far conoscere e raccontare queste qualità.  

Non solo Leopolda, ma anche 4 giorni di appuntamenti in città che svelano ogni anno una Firenze del gusto in evoluzione...

Lo è sempre stata, ma negli ultimi anni Firenze è diventata una destinazione importante anche dal punto di vista del turismo enogastronomico più di ricerca. Che sa andare oltre la riproposizione filologica dei suoi piatti e dei suoi ingredienti tradizionali; che ha saputo proporla con modalità più fresche e originali. Da città che ha inventato il Negroni e grazie alla sua alta concentrazione di bar e locali, Firenze sta proponendo anche nuovi indirizzi interessanti nel campo della mixology. E anche luoghi commerciali come il Mercato Centrale o quello di Sant’Ambrogio si sono rinnovati. Ecco, direi che la cosa imperdibile a Firenze per fiorentini e non-fiorentini è proprio questa dialettica tra vecchio e nuovo, alta ristorazione e cibo di strada, città e campagna, Firenze e il grande mondo out there.

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